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lunedì 4 marzo 2013 Ubicazione: Tenerife, Provincia di Santa Cruz de Tenerife, Spagna

A Ticket To Tenerife


A Ticket To Tenerife.

Ho scritto questo articolo sei mesi fa circa per WhatYouLove, passate nel sito!

Tenerife: emozioni tra sabbia e cemento

Lande desolate a sud, distese di banane a nord, un vulcano imponente e un canyon nel mezzo, tutto questo insieme a grandi centri commerciali, turistici e un auditorium monumento; dove tutto ciò? Tenerife.
Le Canarie, e soprattutto Tenerife, sono famose per la poliedricità geografica e sociale. Mare e montagna, divertimento e natura, sabbia e cemento.
Tenerife 1 Tenerife: emozioni tra sabbia e cemento
Vi racconto la mia avventura.


Arrivata sull’isola parto alla ricerca dell’hotel a Playa de Las Americas e quello che trovo è una distesa di palazzi, di hotel, di villaggi vacanze, insomma una quantità incredibile di cemento a ridosso della spiaggia. Palme che costeggiano un lungomare davvero piacevole ma dall’altro lato della strada, solamente club e locali, luogo perfetto per gli amanti della vacanza divertimento e poco per la natura. Sarò sincera, nonostante non sia amante di questo genere di soggiorni, devo ammettere che trascorrere le serate a Las Americas è stato più divertente del previsto, c’è la possibilità di fare veramente di tutto ( non scherzo!).
Tenerife 2 Tenerife: emozioni tra sabbia e cemento
Tenerife 3 Tenerife: emozioni tra sabbia e cemento
Il giorno seguente si parte all’avventura e non ci sono parole per descrivere le sensazioni che si provano percorrendo le strade tortuose del centro dell’isola per ritrovarsi nella parte a nord ovest.  Piccole case bianche, chiese dal sagrato comune con le abitazioni, tipiche anche siciliane e banane. Decine e decine di chilometri di piantagioni di banane, ma il meglio deve ancora venire. Decido di voler andare a Punta de Teno, l’estremità più a ovest dell’isola, dove vi è uno dei fari più belli e importanti di Tenerife e la vacanza diventa un’avventura ai limite dell’incredibile. Un grande cartello colpisce l’attenzione allarmando i guidatori che più in la per quella strada è pericoloso, e chi va decide di farlo a suo rischio e pericolo, ovviamente si va avanti (Cartelli in tutte le lingue tranne che in italiano, ovviamente). Una strada arroccata sulle rocce, ad un metro dallo strapiombo sull’oceano, un vento così forte da muovere la macchina, due gallerie completamente scavate nella roccia senza alcuna illuminazione o rivestimento: una strada, un’opera artificiale che si scontra contro la natura nella sua massima espressione; acqua, vento e terra ovunque, nessun edificio. Si prosegue per qualche chilometro per raggiungere una spianata e poi ecco il faro. Il faro che disegnano i bambini, bianco e rosso a strisce costruito su delle rocce vulcaniche scure capaci di rendere l’acqua del mare di un blu così forte da sembrare irreale. Il faro si incastra nella geografia del luogo, fino a sembrarne parte, un’architettura funzionale ma pensata per il luogo, non sul luogo. Si ritorna indietro e la tappa è BuenaVista del Norte. Viuzze tra case massimo di due piani anche queste bianchissime e pescatori e agricoltori seduti sulla strada che sorridono ai passanti, il calore e l’accoglienza spagnola.
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Il viaggio, il giorno successivo, continua alla ricerca della città e questa volta e si parte verso il nord in direzione Santa Cruz di Tenerife. Il benvenuto nella capitale venendo da sud lo regala l’auditorium dell’architetto Calatrava, un gigante bianco con una vela come copertura, davvero d’impatto ma anche da monito sulla crescita disordinata della città. Parcheggiata l’auto, i piedi sono il mezzo migliore per visitarla e tra negozietti tipici, ristoranti del tipo “mangio fino a star male” e moltissimi negozi dei più famosi brand mondiali passeggiare è divertente. Come ogni buona città spagnola anche qui le ramblas e ampi viali alberati la fanno da padrone, Il centro  della città è Plaza de Espana, dove si può cogliere l’emblema dell’architettura franchista. Ma una giornata alla Canarie non può concludersi senza una toccata al mare, e poco più a nord di Santa Cruz si trova la spiaggia di Las Teresitas, una distesa di sabbia bianca e palme, niente da invidiare alle spiagge più famose del mondo. Chiringuiti di legno le uniche costruzioni sulla spiaggia e la piccola cittadina arroccata sulla collina.
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E poi manca lui, il culmine dell’isola, il vulcano, il Teide. é la prima volta in vita mia che mi avvicino alle falde di un vulcano e l’emozione è stata forte. La strada di avvicinamento passa da una foresta di pini alle rocce più strane che abbia mai visto. Cumuli e cumuli di pietre incastrate tra di loro con una maestria impossibile all’uomo,sbuffi di cenere, temperature rigide e paesaggi lunari, immaginate voi quali sensazioni di pace. Le scelte poi per raggiungere 3555 metri sono due: o a piedi, ma non penso che siate tutti degli scalatori (se si vi invidio tantissimo) altrimenti c’è la comoda teleferica e si sale!
Tenerife 11 Tenerife: emozioni tra sabbia e cemento
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La vista che la cima regala è impagabile: schizzi di verde delle coltivazioni, di nero delle spiagge di sabbia vulcanica del sud e di dorato per la sabbia del norddibianco dei centri abitati anche quelli sconsiderati del sud.

Giuggi

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